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OEPICA – Supporta il crowdfunding del fumetto ambientato nella Piacenza del II a.C.

OEPICA – Supporta il crowdfunding del fumetto ambientato nella Piacenza del II a.C.

Emilia occidentale, inizio del II secolo avanti Cristo.

«Alla prossima luna si terrà una grande festa, tutti i clan parteciperanno, ci saranno le sacerdotesse di tutti i villaggi. Sarà lassù, alla Pietra Appuntita,, quella dove mi hai portato subito dopo il nostro incontro, ricordi? Sarà lassù, dobbiamo andare Nemetia, i clan dicono che la Luna si farà enorme, si specchierà nelle vasche sacre e brucerà. Ci saranno danze rituali attorno al fuoco per chiedere la prosperità dei raccolti e delle greggi… dobbiamo andare ti dico, non dobbiamo mancare!»

Può un fumetto essere in perfetto equilibrio tra storia e fantasy, tra archeologia, rievocazione storica, didattica e… cosplay?

Se il fumetto è Oepica. La Strega del Serpente allora la risposta è SÌ!

Un’ambientazione storica (il piacentino dell’inizio del II a.C.), guerre e combattimenti, spiritualità e antiche credenze (“pagane” le chiameremmo oggi, dimenticandoci che i pagani esistono solo agli occhi dei cristiani dei primi secoli, gli antichi non avevano bisogno di definirsi per contrasto), luoghi reali che possiamo visitare e vivere esattamente come i Liguri e i Celti dell’epoca, oggetti consegnati dall’archeologia che vengono trasposti sulla carta, ma anche magia, potenti oggetti magici e antichi poteri.

E su tutti, Kuvei, la protagonista che percorre il suo “viaggio dell’eroe” (seguendo il filone aperto da Joseph Campbell nel suo fondamentale saggio “L’eroe dai mille volti”), un viaggio iniziatico di scoperta e conferma del sé che la porterà a diventare la più temuta e potente Strega dei clan.

Nel numero ZERO, lanciato tra estate ed autunno 2023, oltre al fumetto che fa da prologo alla saga narrativa anche bozze, matite e tributi da parte di favolosi fumettisti e – goduria per noi amanti dell’archeologia – specchietti e descrizioni del contesto storico in cui si svolge la vicenda e approfondimenti sui materiali proposto. Davvero: nulla è lasciato al caso!

Ora è giunto il momento per lavorare al numero UNO: gli autori – il Clan di Oepica – stanno infatti promuovendo il crowdfunding per raccogliere i fondi e pubblicare così il primo vero numero della epopea storico-fantasy che riporta in vita l’Emilia occidentale tra Celti, Liguri e Romani.

Oepica. La Strega del Serpente - copertina del volume zero

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Il numero ZERO è stato un ottimo successo ed ora il passo successivo è il “Numero UNO”: il team di Oepica punta a raccogliere un budget di 5.000 € per realizzare una versione brossurata con alette, oppure un budget di 7.000 € per una versione cartonata.

 

Mi chiamo Kuvei e sono nata in un villaggio celtico nel territorio di Placentia, alla fine del III sec. a.C. Sono una creatura potente, esperta nelle arti magiche, e vorrei raccontarvi la storia di una delle mie tante vite, quando i Romani giunsero nel territorio dove vivevo e conquistarono le mie genti.

LA STREGA DEL SERPENTE: UNA SAGA STORICO-FANTASY NELL’EMILIA DELLA ROMANIZZAZIONE

Oepica. La Strega del Serpente narra la storia di Kuvei, una giovane donna dalla chioma fulva e gli occhi di smeraldo che vive nell’Emilia occidentale negli anni turbolenti dell’inizio del II secolo a.C.: sono gli anni della fase finale delle guerre tra Roma, Celti e Liguri, che dalla fondazione della colonia di Placentia (218 a.C.) attraverso la Seconda Guerra Punica portarono via via alla progressiva romanizzazione del territorio compreso tra il fiume Po e gli Appennini.

Appartenente ad una delle tribù celtiche o celtoliguri che vivevano nel territorio tra piacentino e Lomellina (forse gli Anares/Anamares o i Marici) Kuvei è una orfana di guerra che viene allevata da Nemetie, anziana sacerdotessa ligure gravata dal peso dell’infertilità, un peso che la vecchia donna sente come un macigno e che l’ha portata ad essere sempre più isolata dalla tribù: i poteri che la donna detiene vengono infatti tramandati da madre a figlia e la mancanza di una prole femminile porterebbe alla rottura di questa sacra tradizione.

Ma Kuvei potrebbe essere quell’anello che la Natura non ha concesso a Nemetie: la ragazza dai capelli rosso infatti racchiude in sé un grande potere, che va addomesticato e conosciuto, un potere che la renderà collegamento tra mondo degli uomini e mondo degli Dèi. E dopo averle insegnato tutte le conoscenze che una sacerdotessa deve apprendere (“le erbe, gli astri, gli incantesimi, le nenie, i silenzi”) l’ultimo dono che Nemetie consegna alla giovane è un antico bastone  dall’enorme potere la cui estremità è scolpita a testa di serpente, nella quale sono incastonati due splendenti pietre. «Questo ora è tuo.»

Ma prima Kuvei dovrà raggiungere la Pietra Appuntita, per la Festa della Luna Rossa, dove dovrà sottoporsi ad un misterioso rito di iniziazione per rinascere come Oepica, la più grande sacerdotessa che i clan delle montagne e della pianura avessero mai avuto…

Il clan di Oepica: i creatori del racconto

La narrazione – in sapiente equilibrio tra fantastico e reale, tra magico e spirituale, tra mito e archeologia – è frutto del lavoro del Clan di Oepica (www.oepica.it), un gruppo di amici accumunati dall’amore per l’arte del Fumetto, la Storia e l’Archeologia e membri dell’associazione culturale Ora Pro Comics.

L’opera è disegnata dal maestro Nicola Genzianella e sceneggiata da Pietro Gandolfi e si avvale della consulenza storica di due archeologhe, Gloria Bolzoni e Silvia Fogliazza, della partecipazione di Rhea Silvia Trebbi alla caratterizzazione di storie e personaggi e del contributo di Emanuele Soressi e di Marcello Gamba per la creazione grafica dell’opera.

➛ Scoprite gli autori su: www.oepica.it/autori/

“Oepica è un racconto fantastico, tra storia, tradizioni religiose, luoghi e oggetti del passato”.

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Il numero ZERO è stato un ottimo successo ed ora il passo successivo è il “Numero UNO”: il team di Oepica punta a raccogliere un budget di 5.000 € per realizzare una versione brossurata con alette, oppure un budget di 7.000 € per una versione cartonata.

 

KUVEI, UVA, KEIVALE, ELMI MONTEFORTINO E VASCHE CULTUALI… UN FUMETTO BASATO SULLE FONTI.

Oepica. La Strega del Serpente è una graphic novel in cui la storia antica si commistiona col fantastico, una storia di fatasia inserita in un mondo reale e ri-costruito su solidissime basi: è uno dei virtuosi casi in cui fumetto e didattica vanno di pari passo.

Già dal nome – Kuvei, celtico, è attestato su uno dei Cippi di Rubiera (RE) – si comprende l’intento dei creatori della storia: un’ambientazione storica e rigorosa, con però un innesto fantastico, “magico”. Di quella magia che permeava le credenze e la spiritualità del mondo antico, in cui ogni espressione naturale è segno del divino e dove l’uomo può dialogare con esso e ottenerne i favori (o gli sfavori).

Una magia che nel racconto passa attraverso gli insegnamenti dell’anziana Nemetie (che riprende il “mi nemetie” del ciottolo genovese, nome celto-ligure in una città-emporio etrusca del V a.C.) e la donazione di un bastone, un sacro bastone scolpito a guisa di serpente, animale che nella tradizione celtica (in gallico: ango-) è collegato all’oltretomba ed all’acqua, alla rigenerazione ed alla rinascita (Cernunnos porta in mano il serpente cornuto e il torques, molte divinità guaritrici hanno come attributo il serpente).

Lo stesso vale per Keivale, nome di origine ligure di un personaggio evidentemente di alto livello sociale, acculturato all’etrusca, che nell’ultimo quarto del VII secolo a.C. lasciò memoria di sé su una raffinata kotyle in bucchero rinvenuta in una sepoltura principesca della necropoli del Poggione, a Castelnuovo Berardenga nel Chianti.

Ma non sono solo i nomi, ad essere frutto della cura filologica degli autori: anche gli oggetti e i luoghi in cui si muovono i personaggi della vicenda sono scelti accuratamente per connotare la storia di Kuvei nel II a.C.

Un esempio è l’elmo cornuto rinvenuto nella cosiddetta sepoltura del guerriero di Casaselvatica (Berceto, PR) oppure la spada gallica tipo Kosd rinvenuta sul Monte Valestra (Carpineti, RE), arma di prestigio che gli autori fanno impugnare a Keivale, guerriero ligure dagli usi celtizzati (indossa infatti le bracae) appartenente ad una élite militare archeologicamente attestata nel territorio emiliano che per stabilire alleanze scambiava doni di pregio con i capi dei popoli confinanti (in questo caso i Galli Boi).

L'elmo cornuto in bronzo da Casaselvatica
Una delle vasche dei Tritoni sulla cima della Pietra Perduca

Reale (e meta di un piacevole trekking) è la “Pietra Appuntita” su cui si svolgerà la grande Festa della Luna Rossa: si tratta infatti della Pietra Parcellara un “panettone” di ofiolite che si erge a dominare la media valle del Trebbia, tra le colline piacentine, su cui secoli – o millenni – fa la mano umana scavò delle vasche alimentate da una sorgente sotterranea ed ancor oggi abitate da una comunità di tritoni e che in antico furono certamente luogo di devozione, come attestano le attività rituali attestate nelle vicinanze.

Ma questi sono solo alcuni “assaggi” della ricchezza storico-archeologica che troverete in Oepica. La Strega del Serpente: che siate addetti ai mestieri o semplici amanti della storia, vi divertirete tantissimo a cogliere i riferimenti ed a riconoscere gli oggetti.

E chissà cosa prospetta il numero UNO e – confidando il crowdfounding vada alla grande – i successivi?!

OEPICA PRENDE VITA: IL COSPLAY DI SILVIA TREBBI

Come si diceva, Oepica è anche legato al mondo del cosplay: non esiste oramai fumetto che non sia collegato intimamente al mondo dell’interpretazione di un character e Oepica non è da meno.

Oepica nasce infatti dalla matita di Nicola Genzianella che nel 2017 disegna la locandina dell’evento “Eroi a Grazzano” di quell’anno, e ne diventa immediatamente la madrina: la scelta di una figura femminile incappucciata e misteriosa faceva da contraltare a Frate Carmelo, il fraticello simbolo dell’Associazione Ora Pro Comics promotrice dell’evento.

Da lì, l’idea del cosplay “live” è stata brevissima. Dapprima interpretata da Veronica Rasini (2017) e Ilaria Migliavacca (2018) è ora frutto del lavoro di Silvia Trebbi (@sylvan_maiden_), artista e cosplayer che fin da subito si è innamorata del personaggio portandolo in altri grandi eventi e fiere.

L’account ufficiale di Oepica/Silvia su Instagram: www.instagram.com/oepica_opc/

Oepica Official Cosplay - Silvia Trebbi

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