Il tamburo e la lancia sonora di Bobigny: possibili strumenti musicali celtici del III a.C.

BOBIGNY, TOMBA S195: UN MUSICISTA GALLICO DEL III SECOLO A.C.?

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Nel comune di Bobigny, situato nel dipartimento della Seine-Saint-Denis (regione dell’Île-de-France, sobborgo nord-est di Parigi) dal 1992 al 2004 sono state rinvenute 515 sepolture galliche: la più grande necropoli celtica mai scoperta, datata tra la fine del La Tène B1 (seconda metà del IV ac) ed il periodo gallo-romano.

La tomba maschile S195 (datata al 280 a.C. circa, LT B2), di un uomo d’età compresa tra i 30 e i 45 anni sofferente di artrosi, presenta materiali unici:

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La tomba 195 della necropoli dell'ospedale Avicenna di Bobigny. Da "Une lance sonore dans la nécropole gauloise de Bobigny (Seine-Saint-Denis)", Yves Le Béchennec

 – sulla spalla sinistra è posato un cerchio di ferro del diametro interno di circa 20 cm, con la sezione di un mignolo; assieme al cerchio, sono stati rinvenuti due pendagli in  lega di rame;

– sotto la coscia sinistra è posta una ‘lancia sonora‘ (“lance tintante” in francese), con tallone; la cuspide della lancia (di 34cm comprensiva dell’innesto di 11cm) si intravede al di sotto delle costole.

Tutti questi oggetti, definiti come strumenti musicali, non hanno nessuna comparazione e rappresentano una novità assoluta nel mondo celtico.

LA LANCIA SONORA

Si tratta di un oggetto fino ad ora sconosciuto: una vera e propria lancia, comprensiva di cuspide e tallone, con funzione sonora.

La cuspide a foglia (lung. tot: 34.5cm, cannone: 11cm) presenta un bottone decorativo in punta, segno che l’oggetto non era destinato all’uso bellico.

A metà della cuspide, una sbarretta orizzontale di 6cm unisce i due bordi esterni; sulla barretta sono inserite tre placchette in ferro con possibilità di scorrere sull’asticciola.

L’asta in legno (totalmente perduta) è stata spezzata in due parti, per inserire l’oggetto nella tomba.

Alla cuspide è collegato un tallone conico in ferro, di 4.1cm di lunghezza e una sezione massima di 2.5cm.

Il possibile uso ricorda quello del sistro/sonaglio: scuotendo la lancia, le placchette metalliche scorrono sull’asticciola, producendo rumore.

Cuspide e tallone della lancia sonora. Da "Une lance sonore dans la nécropole gauloise de Bobigny (Seine-Saint-Denis)", Yves Le Béchennec

Che utilizzo potesse avere è di difficile accertamento: liturgico? segnalazione? militare?
La lancia sonora potrebbe fare pensare ad uno strumento di segnalazione militare, una sorta di insegna musicale con cui trasmettere segnali scuotendola, sulla scia delle cosiddette “lance stendardo” galliche.

L’uso liturgico, d’altro canto, nonostante la forma che ricorda un’arma, non appare improprio per la cultura celtica.

14 aprile 2013: l'ensemble BARDOMAGUS ai Musei Civici di Reggio Emilia - La lancia sonora è usata durante la lettura teatralizzata della defixio/maledizione del "piombo di Chamalières".
Ricostruzione della lancia sonora a cura dell'Ensemble BARDOMAGUS.

IL CERCHIO DI FERRO: UN TAMBURO?

Tutt’ora dibattuta, ma molto consistente è l’ipotesi che si tratti della cornice metallica di un tamburo, cosa che renderebbe l’oggetto il primo tamburo celtico mai rinvenuto.
Il dubbio rimane legato al fatto che solitamente il tamburo aveva una cornice in legno, mentre questa è metallica; di converso si può osservare che ferro era materiale privilegiato dalla cultura latèniana.

Se effettivamente un tamburo, come veniva suonato: a mano o con un battente? L’iconografia romana ci mostra che il suonatore usava le mani.

Il cerchio di ferro ed i pendenti in lega di rame. Da "Une lance sonore dans la nécropole gauloise de Bobigny (Seine-Saint-Denis)", Yves Le Béchennec

Appesi al cerchio erano due pendagli in lega di rame:
– il primo a forma di ascia a occhio;
il secondo a forma di Y, dalla forma che ricorda un sistro.
Entrambi erano appesi mediante anellini posti nel loro centro di gravità, che permetteva di tenerli in orizzontale.

Probabilmente questi pendagli, oltre ad avere un significato simbolico, tintinnavano tra loro ad ogni colpo dello strumento.
Sono state rinvenute tracce di un laccetto di cuoio che univa i bracci del pendaglio a Y, nel quale forse passava un’anellino che, scosso il pendaglio, tintinnava.

La cornice di ferro sarebbe quindi l’armatura su cui tendere una pelle, trattenuta da lacci, di cuoio o di lana. Alla ricerca di queste si sono mosse le ricerche dei restauratori, che hanno messo in luce tracce di un metallo, lo stagno, sul cerchio.

Ad ora non posso dire se le ricerche effettuate sull’oggetto siano o meno state fruttuose, ovvero se siano o meno state trovate tracce di cordame per la pelle; se l’ipotesi della cornice di tamburo può apparire non troppo solida prendendo il pezzo a sé, bisogna però considerare i pendagli ad essa appesa e, soprattutto, la lancia sonora: questi oggetti sonori erano tutti assieme in un’unica sepoltura, di un uomo non più giovane.

Personalmente propendo per il fatto che il cerchio sia la cornice di un tamburo, e che questi oggetti fossero la dotazione di un personaggio particolare all’interno della società dei Parisii.
Difficile vedere in questo personaggio il “bardo” raccontato da Diodoro Siculo (V, 31) (vedi articolo sulla strumentazione musicale celtica, sulla figura del bardo): i bardi sono per eccellenza suonatori di lira e cantanti, mentre gli strumenti della sepoltura S195 rimandano a una sezione ritmica di base, formata da tamburo e sonagli.
Si tratta di un musicista di professione? di un anziano (vista l’età) che presiedeva a certe liturgie in cui suonava questi strumenti? Il pendaglio a forma di ascia rimanderebbe ad una simbologia dell’aldilà

Sicuramente, vista l’unicità della tomba, questo personaggio svolgeva un ruolo particolare all’interno della comunità.

Riproduzione della ghiera e dei pendagli a cura dell'Ensemble BARDOMAGUS.

FONTI:

  • Le Béchennec, Yves, “Une lance sonore dans la nécropole gauloise de Bobigny (Seine-Saint-Denis)”, in “Revue archéologique d’Île-de-France” 2, 2009;
  • “Bobigny, trésor gaulois. 10 ans de fouilles archéologiques”, in Bonjour Bobigny, n. 2, settembre 2004;
  • Stéphane Marion, Yves Le Bechennec e Cyrille Le Forestier, “Nécropole et bourgade d’artisans: l’évolution des sites de Bobigny (Seine-Saint-Denis), entre La Tène B et La Tène D” [articolo sul sito della Revue archéologique du Centre de la France];
  • Ginoux Nathalie. “Organisation et structuration territoriale des Parisii continentaux. Un état de la recherche”, in Etudes Celtiques vol. 43, 2017

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