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Le armi del diavolo Anatomia di una battaglia: Pavia, 24 febbraio 1525

Le armi del diavolo Anatomia di una battaglia: Pavia, 24 febbraio 1525

23 Dicembre 2016Battaglia di Paviastoria moderna958Views2Comments
Le armi del diavolo

Le armi del diavolo
Anatomia di una battaglia: Pavia, 24 febbraio 1525
di Marco Scardigli, Andrea Santangelo

 

“Se la guerra fosse vincere le battaglie, come dici tu, allora lanzi e svizzeri avrebbero ragione. Due Stati si dichiarano guerra, i loro eserciti si massacrano nella battaglia di un giorno, e poi? Di cosa campano i soldati per il resto dell’anno?”
Lancia a Pietro uno sguardo furente, come se avesse colpa di quello che succede.
“Svizzeri e lanzi tornano a casa, quelli che sopravvivono e che sono ancora interi, a godersi tutto quel che hanno guadagnato, a bere birra acida e a scoparsi le loro mogli grasse. Ma un soldato come me, ma anche come il tuo amico Giovanni, cosa faremmo noi nel resto dell’anno? Cosa mangiamo? Chi di dà lo stipendio se non c’è una guerra all’orizzonte?”
Fa un’altra paura.
“Le guerre non si devono vincere. Si devono combattere. A lungo. Solo così diventano un mestiere. Altrimenti è solo un massacro. Cose da dilettanti. Noi italiani siamo i soli a ricordare che la guerra è arte e che dev’essere lasciata fare a chi la pratica per professione”

 

 

Pavia, 24 febbraio 1525.

Le armi del diavolo

Le armi del diavolo – copertina

 

Nell’arco di poco più di una notte, si consuma una battaglia che segna una svolta fondamentale nel conflitto tra Francia e Sacro Romano Impero, determinando il passaggio del Nord Italia sotto l’influenza spagnola. Protagoniste di questo scontro epocale sono “le armi del diavolo”: archibugi e moschetti la cui efficacia, al tempo, era ancora messa in discussione, ma che resero senza dubbio la battaglia di Pavia uno dei fatti d’arme dagli esiti più sorprendenti di sempre.

A raccontare questo momento cruciale per la storia d’Italia e dell’Occidente, sei punti di vista diversi: un bellicoso cavaliere scozzese che non vede l’ora di unirsi all’esercito del re di Francia Francesco I; un soldato spagnolo innamorato del suo moschetto e delle meraviglie del Nuovo Mondo; uno scagnozzo italiano, spiccio e versatile uomo di fiducia di Giovanni dalle Bande Nere; una nobildonna in declino trincerata nel suo elegante palazzo nel cuore della città assediata; un ingegnoso ferrarese, maestro nell’arte dell’artiglieria, che realizza cannoni miscelando sapienza tecnica, filosofie e superstizioni; perfino una vivandiera, indomita lanzichenecca capace di battersi con più eroismo di un uomo…

 

 

Le armi del diavolo
Anatomia di una battaglia: Pavia, 24 febbraio 1525
di Marco Scardigli, Andrea Santangelo, UTET Libri 16€ (ebook compreso nel prezzo e scaricabile sul sito)

 

 

 

battaglia di pavia
“Sortita degli assediati e la rotta degli Svizzeri che annegano in gran numero in Ticino” – arazzo fiammingho dedicato alla Battaglia proveniente dal Museo di Capodimonte

Museo Archeologico di Milano (Castello Sforzesco)

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